TURISMO SESSUALE A ROVESCIO – 3^ parte – Zanzibar (Tanzania)

Non me ne fregava niente se qualcuno mi vedeva, volevo solo sentire la sua mano sotto la gonna. Dopo pochi secondi, ho percepito due sue dita dentro di me. Gli ho messo una mano sulla gamba e mi sono avvicinata timidamente al cazzo. Lui ha tolto la sua mano da sotto la mia gonna e ha preso una sigaretta. Prima di accenderla, me l'ha infilata nella figa con il filtro, e poi ha sniffato il mio odore dal filtro. Stavo pensando a quanto poteva essere perverso.
- Ho macchina fuori, possiamo andare lì...
Non ho risposto, ma ancora una volta, come ipnotizzata, mi sono alzata e gli ho obbedito.
Arrivati in macchina, mentre lui mi palpava dappertutto e lo tirava fuori dai pantaloni, non ho esitato e ho iniziato a massaggiarglielo. Era nero, lungo, ma sottile. Mi ha afferato per le spalle e mi ha tirato per i capelli. 
- No... selfie posso fare da solo! 
La sua mano tra i miei capelli mi ha guidato verso il suo cazzo. Capivo quello che voleva e non ho rifiutato. Non mi ha lasciato andare i capelli, per spingermi la testa.
In pochi minuti ho sentito la mia bocca riempirsi del suo sperma. Lo'ho tenuta chiusa per poi sputare. Ma lui ha continuato a premere su di me, quindi ho dovuto ingoiare.
Senza troppi commenti, ha avviato il motore della macchina e mi ha chiesto dove alloggiavo. Arrivato di fronte all'hotel, mi ha chiesto: 
- Come contatto se voglio rivedere te? 
Stavo per dargli un pugno.
- Cosa significa: “se voglio rivederti"? Sono forse la tua escort, la tua puttana?
Tutto sommato, in fondo, era quello che ero, vestita come una troia, senza reggiseno e dopo avergli fatto un pompino senza ricevere nulla in cambio. Mi sono calmata e ho risposto che non potevo dargli il mio numero di telefono perché ero sposata, ma gli ha detto di chiamarmi alla camera 204 oppure di mandarmi una email all'indirizzo **************.
Sono uscita dalla macchina delusissima e mi sono avviata verso l'ingresso sperando che nessuno mi notasse.
Nella stanza, mi sono messa a letto meditando su quello che era successo. Non riuscivo a non pensare a quel bellissimo stronzo.
Dopo una/due ore di sonno agitato, mi sono svegliata sudata e bagnata per l'eccitazione. Avevo sognato di incontrarlo sulla spiaggia il giorno dopo, e di aver scopato con lui nella sua macchina. Nel frattempo è rientrata anche Titti. Aveva il sorriso stampato sulla faccia e si è buttata sul letto togliendosi la gonna. Non aveva le mutande e mi ha chiesto di prendere una salvietta e di bagnarla con dell'acqua fredda. Poi ha divaricato le cosce e mi ha mostrato con orgoglio la figa rossa slabbrata e il culo ancora pazialmente dilatato.
L'amico di Rolando si era dato parecchio da fare, così tanto che sentiva il bisogno di un impacco fresco sulla vagina e sull'ano! E ho dovuto pure sorbirmi i dettagli della loro fuitina nel suo appartamento, della prima trombata a pecorina, della interminabile leccata di figa, della seconda lunghissima ciulata a smorzacandela, della sangria a fiumi seguita da un'inculata eterna e dall' ennesima sborrata a catinelle. Niente a che vedere con la squallida prestazione del mio boy friend!

CONTINUA

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